Dizionari e traduttori online per l’inglese: quali sono e come usarli

I dizionari online sono ormai una risorsa imprescindibile per chiunque si occupi di lingue straniere – per studio, insegnamento, o semplicemente per chiarire un dubbio.

La lingua inglese è sicuramente una di quelle per cui è più facile trovare risorse, grazie alla diffusione di cui la lingua gode e l’interesse che suscita in tutto il mondo.

Chi non ha mai cercato di tradurre qualcosa con Google Translate, o non ha digitato come chiave di ricerca “come si dice [X] in inglese”?
Internet offre, da questo punto di vista, davvero uno spettro quasi infinito di siti a cui affidarsi.

Ma sono davvero tutti di qualità?

Come per ogni cosa, anche in questo caso non possiamo davvero parlare di “risorse buone” e “risorse cattive”: tutto può essere utile, ma occorre conoscere le specificità di ciascun sito in modo da usarlo nel modo corretto.

In questa guida abbiamo scelto di focalizzarci su quattro risorse davvero molto comuni, accessibili a tutti e assolutamente gratuite. Ne analizzeremo le peculiarità e capiremo in quali occasioni possono davvero essere utili e in quali, invece, è meglio ripiegare su altro.

Lo ripetiamo spesso ai nostri studenti: non esiste un metodo giusto per tutti, ma ognuno deve trovare il proprio.
Vuoi imparare l’inglese e hai dubbi sui materiali da utilizzare? Contattaci per parlarne insieme!

Google Translate

Piattaforma di traduzione del motore di ricerca più usato a livello globale, sono davvero poche le persone che non se ne sono mai servite. Tutti, prima o poi, ne abbiamo fatto uso per controllare al volo la traduzione di una parola, frase, oppure addirittura di un intero paragrafo. 

Google Translate, oltretutto, permette di lavorare con una vastissima gamma di lingue – in questo caso ci focalizzeremo sull’inglese, ma è utile conoscerlo e sapere che esiste anche per esigenze diverse. E’ anche possibile non selezionare la lingua di partenza, cioè quella da cui vogliamo tradurre il testo in italiano. Grazie alla funzione “Rileva lingua”, sarà il motore di ricerca stesso a capire di quale lingua si tratti e a tradurre il messaggio nella lingua che è stata impostata. 

Nel tempo, Google Translate si è però anche ritagliato la fama di risorsa poco attendibile – “Sembra tradotto con Google” è un giudizio che capita di sentire (espresso in modo certamente non positivo) per indicare una traduzione approssimativa e poco precisa, se non addirittura errata.

Per quanto Google Traduttore non sia certo la soluzione più precisa fra tutte, va detto che negli anni il suo funzionamento è stato decisamente migliorato, e i risultati che si possono ottenere oggi sono più che soddisfacenti.

Ovviamente, il tutto deve essere valutato alla luce delle esigenze che si hanno. Vediamo qualche esempio.

Un esempio di Google Translate

Vantaggi di Google Translate:

  • Lunghezza. Permette di tradurre non solo singole parole, ma anche espressioni, frasi o interi paragrafi, fino a un massimo di 5000 battute. 
  • Velocità. È sicuramente la soluzione migliore quando si cerca una traduzione immediata, velocizzando drasticamente la comprensione di messaggi lunghi. Come già detto, permette di tradurre in un colpo solo un intero paragrafo, risparmiando il tempo che occorrerebbe per cercare la traduzione di parole singole. 
  • Versatilità. Non è necessario digitare il testo di partenza nell’apposito spazio: è anche possibile caricare un’immagine o un documento, o addirittura dettare l’intero testo. È quindi la soluzione ideale quando ci occorre essere molto agili, per esempio in viaggio quando ci troviamo a dover tradurre menù, cartelli stradali, avvisi.

Svantaggi di Google Translate

  • Imprecisione. L’abbiamo detto: tradurre contenuti così lunghi in poco tempo non coincide con una ricerca approfondita sulla loro traduzione: capita spesso che le traduzioni proposte da Google siano imprecise, se non addirittura un po’ bislacche. 
  • Superficialità. Tradurre testi in questo modo offre senza dubbio un riscontro immediato, ma non insegna nulla sulle caratteristiche di una parola. Rende quindi più difficile memorizzarla per poi utilizzarla in seguito. 

Reverso Context

Presentato come “The world’s most advanced translator”, a molti pare una naturale evoluzione di Google Traduttore.

Anche Reverso include una sezione di traduttore automatico, anche se forse la caratteristica più interessante è rappresentata dalla sezione “Context”. Questa funzione consente di ricercare parole o espressioni (non frasi o paragrafi, in questo caso) e visualizzare la loro traduzione all’interno del contesto in cui sono usate. L’utente visualizza, cioè, un elenco di frasi che contengono la parola o espressione ricercata, e che sono presentate in entrambi i testi (originale e tradotto).

Rispetto a Google Translate, permette sicuramente di farsi un’idea più precisa dell’effettivo uso della parola e poterla così utilizzare in autonomia in futuro, più che avere “la pappa pronta” e farsi tradurre tutto in modo passivo da un motore di ricerca. Avere il contesto in cui la parola è usata non è un aspetto secondario, in quanto permette di comprenderne in modo più preciso le sfumature di significato, ma anche eventuali reggenze e costruzioni grammaticali.

Vantaggi di Reverso Context:

  • Contesto. Fornisce maggiori informazioni sulla parola o espressione in modo indiretto, cioè presentando diverse situazioni reali in cui può essere usata.
  • Velocità. Permette comunque di ottenere una traduzione di parole o espressioni in modo rapido e diretto, anche se non si è interessati ad analizzarne il contesto.

Svantaggi di Reverso Context:

  • Lunghezza. Funziona solo su parole o brevi espressioni, non frasi o paragrafi.
  • Informazioni aggiuntive. Essendo basato su esempi, non fornisce esplicitamente ulteriori indicazioni su come la parola debba essere usata, ma lascia all’utente il compito di ricavarlo dagli esempi proposti.
  • Attendibilità. Non è dato sapere un testo sia stato scritto da una persona competente nella lingua target o se si tratti a sua volta di un testo tradotto alla bell’e meglio, perciò alcune frasi potrebbero essere inesatte. Nello screenshot trovate per l’appunto come primo esempio l’utilizzo di ‘la mia tazza di té’ nella versione italiana, ma è un utilizzo improprio: in questo caso ‘my cup of tea’ è un idiom.

WordReference

Una delle nostre risorse preferite è WordReference, che non manchiamo mai di consigliare ai nostri studenti.

Con Wordreference abbandoniamo il mondo dei traduttori ed entriamo in quello dei dizionari

Cosa significa? Che sicuramente troveremo informazioni molto più approfondite, ma non possiamo più contare su nulla di più lungo di una singola parola (o, al massimo, phrasal verbs o brevi collocations).

WordReference è di base un progetto di lingua inglese, e consente quindi di tradurre da/verso questa lingua a molte altre (spagnolo, tedesco, francese, etc). Noi, ovviamente, ci focalizziamo sulle traduzioni tra inglese e italiano.

È costruito come un vero e proprio dizionario cartaceo, ma in versione online: di ogni parola viene non solo proposta la traduzione, ma anche una serie di informazione aggiuntive: genere e numero in caso i nomi, paradigma in caso di verbi, eventuali irregolarità, livello di formalità della parola, indicazione della variante (UK, USA, Australian, etc). Permette inoltre di ascoltare la pronuncia delle parole in diversi accenti dell’inglese. 

Sicuramente è un’ottima soluzione per chi cerca un approccio un po’ più approfondito, ma non rinuncia all’immediatezza di una traduzione diretta dall’inglese all’italiano (o viceversa).

Vantaggi di WordReference:

  • Ricchezza di informazioni. Per ogni parola vengono davvero fornite tantissime informazioni oltre alla traduzione. 
  • Approfondimento. È quindi possibile conoscere più in profondità la parola, e quindi imparare a utilizzarla in modo più completo e autonomo. 
  • Contesto. Ogni traduzione è inoltre accompagnata da frasi d’esempio che permettono di farsi un’idea pratica dell’utilizzo della parola.
  • Praticità. Non viene meno l’aspetto di traduzione diretta della parola, che lo rende utile in caso di necessità di un riscontro rapido.

Svantaggi di WordReference:

  • Brevità. Data la ricchezza delle informazioni fornite, WR può lavorare solo su parole o brevissime espressioni (che devono però comunque costituire un’unica unità semantica). Non è quindi la scelta adatta qualora occorra tradurre interi paragrafi, anche a costo di sacrificarne un po’ la qualità.
  • Complessità. WR non è più complesso da consultare di un normale dizionario bilingue, ma occorre comunque prendere dimestichezza con sigle, abbreviazioni e struttura delle schede per assicurarsi di trarre al meglio tutte le informazioni.

Dizionari monolingua

Infine, arriviamo all’ultimo tassello della nostra scala che ci porta sempre più verso l’approfondimento a scapito dell’immediatezza. I dizionari monolingua non traducono una parola, ma ne forniscono una ricca spiegazione sia semantica che grammaticale.

Tra questi, uno dei più famosi è il Cambridge Online Dictionary, versione online (e gratuita!) della celebre edizione cartacea, che riporta anche una sorta di classificazione del grado di difficoltà di una parola (nell’esempio qui sotto il termine strike viene definito adeguato a un livello B2).

Si tratta senza dubbio della soluzione che permette più di ogni altra di entrare nelle sottigliezze della lingua – anche perché i materiali sono tutti in inglese, quindi anche la semplice consultazione costituisce di per sé un esercizio!

Vantaggi dei dizionari monolingua:

  • Approfondimento. La ricchezza di informazioni fornita è senza dubbio importante, e consentono quindi di andare in profondità nell’apprendimento delle sfumature di una determinata parola.
  • Esercizio. Come abbiamo detto, anche la semplice consultazione costituisce una messa in pratica di quanto appreso.

Svantaggi dei dizionari monolingua:

  • Complessità. Per i motivi appena elencati, si tratta sicuramente di soluzione adatte a chi abbia un livello almeno intermedio. Non sono adatti a chi parte da un livello base o elementare.
  • Non immediatezza. I dizionari monolingua sono materiali di studio più che strumenti da cui ricavare un riscontro immediato. Sono quindi più indirizzati all’approfondimento e non sono adatti in casi in cui serva avere una soluzione immediata.

Olga, teacher & SMM @ Lingue dal Mondo
Sedriano
Seguici sui social | Facebook Instagram LinkedIn

Può interessarti anche > https://linguedalmondo.it/Blog/2022/01/12/dalla-traduzione-di-parole-a-quella-di-blocchi-di-significato/

Imparare lingue straniere: qualche consiglio per trovare la giusta motivazione

Settembre, si sa, per molti è il vero gennaio: tempo di riprese, nuovi inizi e, spesso, buoni propositi. Quante volte ci sarà capitato di pensare: “Da settembre mi iscrivo in palestra”, “A settembre inizio a mangiare bene”, “Dopo le vacanze faccio un corso di giardinaggio”. Anche l’apprendimento di una lingua straniera spesso rientra all’interno delle attività che vengono programmate e prese in mano al rientro dalle ferie.

Come molte altre, purtroppo, spesso rimangono però vittima di altri impegni, della difficoltà di destreggiarsi tra tutte le proposte presenti, oppure di problemi a trovare la giusta motivazione.

Magari si è già frequentato un corso nella stagione precedente, o magari si tratta di una lingua studiata anni prima e poi abbandonata – in ogni caso, senza la giusta motivazione è innegabilmente difficile per tutti rimettersi d’impegno. Cosa possiamo fare, allora, per ritrovare la giusta motivazione per l’apprendimento di una lingua? Quello che deve cambiare è innanzitutto il nostro approccio verso quest’attività.

Ecco alcuni consigli adatti davvero a tutti, a prescindere dal livello e dalla lingua appresa!

insegnante-lingue

No all’auto-sabotaggio

Il primo problema, comune davvero a molti, è l’eterna sensazione di non essere all’altezza o il non sentirsi abbastanza. In diversi casi si tratta di un retaggio derivante dallo studio delle lingue in un contesto scolastico, in cui queste erano oggetto di programmi pedissequamente scanditi e, poi, di test e interrogazioni in cui lo studente doveva dimostrare di “essere bravo”.

Quando si studia una lingua fuori da scuola, però, le cose cambiano: lo si fa innanzitutto perchè si vuole o se ne è interessati.
Oltretutto, in quel momento la nostra vita è fatta anche di altro: chi va all’università, chi lavora a chi deve occuparsi della famiglia. Le metriche di giudizio di valore impresse a scuola sono ora completamente diverse (se mai ce ne sono).

Ci si rende conto, quindi, che ciascuno di noi è diverso, e che il successo non è direttamente misurabile con quello degli altri – proprio perchè ognuno di noi vive situazioni diverse: bisogna tenere conto di tutto il corollario di impegni e attività che fanno oggettivamente parte della nostra vita in quel momento.

Se lavori full-time e devi badare anche a due bambini piccoli, per esempio, non sentirti “non bravo” se non riesci a dedicare allo studio tre ore ogni giorno è solo normale, e sarebbe assurdo pretendere da te stesso il contrario! Ma non per questo non sei all’altezza del corso che stai frequentando o non sarai in grado di portare avanti questo impegno con costanza.

Proprio per questo motivo è importante, se si hanno dubbi in merito, consultarsi con professionisti dell’apprendimento delle lingue. Insieme si potrà studiare il percorso più adatto alle proprie esigenze e che tenga conto di tutti gli aspetti che compongono la vita dello studente in quel momento.

Nessuno, nello studiare una lingua, deve sentirsi inadeguato. Basta trovare il percorso giusto per ciascuno.

Darsi obiettivi concreti e realizzabili

Crearsi obiettivi, senza esserne schiavi, è un’altra chiave per affrontare con la giusta motivazione un nuovo impegno. Lo abbiamo appena detto: ognuno di noi è diverso, e quindi anche il percorso per arrivare a un obiettivo sarà diverso. Di conseguenza, anche gli obiettivi che ci si pone devono essere realistici e non portarci a uno stress eccessivo.

Che senso ha darsi come obiettivo un corso intensivo di 6 ore a settimana, se nel frattempo si frequenta anche l’università e già in partenza si sa che non si riuscirà a starci dietro?

Ecco l’unico risultato che si otterrà: essere stressati e delusi per gli obiettivi mancati (oltre che, forse, perdere parte del proprio tempo e del denaro investiti, peggiorando il senso di colpa).

Ecco come devono essere gli obiettivi per essere sani ed efficaci:

  • Specific (specifici)
  • Measurable (misurabili)
  • Achievable (raggiungibili)
  • Realistic (realistici)
  • Time-bound (definiti nel tempo)

Per esempio, non dire “Voglio imparare il francese entro la fine dell’anno”, ma piuttosto: “Tra due mesi voglio riuscire a guardare un episodio della mia serie preferita in lingua originale senza sottotitoli”, oppure “Alla fine del corso voglio essere in grado di scrivere una email al mio amico canadese conosciuto in vacanza”.
Darsi obiettivi piccoli (anche nella scadenza) e misurabili ti permette di apprezzare maggiormente il processo e di rallegrarti costantemente di piccoli (ma importanti) successi.

Oppure, se parti da zero, difficilmente sarà possibile ottenere il B2 di tedesco nel giro di qualche mese. Meglio darsi obiettivi che siano effettivamente raggiungibili rispetto alla propria situazione, in modo da riuscire meglio a ottenerli.

Va comunque fatta un’importante precisazione: gli obiettivi sono importanti, ma non sono tutto. Inutile stressarsi troppo sul loro raggiungimento, se questo impedisce di vivere in modo sereno il processo. Avere obiettivi è importante per sapere dove si sta andando, ma lo studio di una lingua non deve essere inteso come una checklist con voci da spuntare: è innanzitutto un piacere!

Quindi: poniti obiettivi concreti, ma controllali solo ogni tanto, non di continuo – insomma, tieni presente la destinazione ma nel frattempo goditi il percorso.

Inserire le lingue nella quotidianità

Noi lo diciamo sempre: le lingue non sono materie.

E allora, qual è il modo migliore per crearsi un programma di apprendimento di una lingua che tenga conto di tutto ciò che succede d’altro nella propria vita? Semplice: iniziare a vivere piccole parti della propria vita… in lingua straniera!

Ci ricolleghiamo così a quanto detto nel punto precedente: non tutti abbiamo ore ogni giorno da dedicare alle lingue, e di certo lo studio tramite esercizi scritti non sempre si rivela l’opzione più intrigante.
Perchè allora non continuare a svolgere le nostre attività quotidiane o settimanali, ma farlo nella lingua che si vuole imparare?

Dal classico guardare un film o una serie tv in lingua originale, si passa all’ascoltare un podcast mentre si è in macchina per andare in ufficio o a scuola. Dal leggere libri e fumetti al seguire siti web di un argomento che segui ma in lingua straniera (giardinaggio, musica, politica, etc).

In questo modo, il processo sarà:

  • Più piacevole. Dopotutto, se sono hobby o abitudini che già abbiamo, significa che ci piacciono e che li facciamo volentieri.
  • Più facile. Non dobbiamo sconvolgere la nostra routine, ma solo adattarla e modificarla in alcuni dettagli.

In fondo, un cervello rilassato e non stressato apprende meglio. Quindi, ben venga imparare tramite attività che ci piacciono!

Ti abbiamo convinto? Ancora non ti senti molto motivato e non credi di farcela? Parliamone insieme: senza dubbio riusciremo a trovare il modo migliore per portarti tante soddisfazioni linguistiche!

Olga, teacher & SMM @ Lingue dal Mondo
Sedriano
Seguici sui social | Facebook Instagram LinkedIn

Bilinguismo infantile: tutti i vantaggi dell’apprendimento precoce delle lingue

Quante lingue può imparare un bambino? Tante quante avrai il tempo di insegnargli. (Jim Rohn)

Perché è importante parlare di bilinguismo infantile?

Nel mondo globalizzato, veloce e in rapido cambiamento di oggi, non occorre ricordare quanto l’apprendimento di una o più lingue sia importante. Essere in grado di interagire al di fuori della propria comunità con persone provenienti da contesti anche molto diversi è un’abilità che, specialmente le nuove generazioni, dovranno per forza possedere.

Imparare una lingua straniera da adulti, attraverso corsi e scuole, può non essere più necessariamente l’unica soluzione da valutare. L’apprendimento di una lingua fin da bambini, così da arrivare a padroneggiarla fin dalla tenera età, offre sicuramente una chiave in più.

Se in passato si pensava che il bilinguismo infantile fosse riservato ai figli di genitori di nazionalità diverse, oppure di genitori di lingua diversa da quella del Paese in cui la famiglia viveva, oggi non è più così. Non occorre che i genitori siano, a loro volta, bilingui: il bambino può efficacemente apprendere una lingua straniera grazie a stimoli esterni e altre opportunità.

Quali sono, nello specifico, tutti i vantaggi di questa soluzione? E in che modo è possibile far sì che un bambino apprenda una lingua straniera in modo naturale?

I vantaggi del bilinguismo infantile

I motivi per cui apprendere una lingua straniera fin dalla tenera età risulta positivo per il bambino sono facilmente intuibili, e li abbiamo brevemente tratteggiati già nelle righe precedenti.

In generale, possiamo dire che la capacità di comprendere ed esprimersi in una lingua diversa dalla propria rappresenta quella “marcia in più” che qualsiasi persona dovrebbe avere.
Acquisire questa capacità fin da piccoli, poi, comporta ulteriori vantaggi che vanno inevitabilmente a perdersi o ad attenuarsi in età adulta.

Agilità di apprendimento

La mente dei bambini è più ricettiva rispetto a quella degli adulti, ed è fatta per assorbire e trattenere la più grande quantità di informazioni linguistiche entro i 10/11 anni di vita, ma la qualità e quantità si concentrano nei primi tre anni.
Basti pensare a ciò che avviene per la propria lingua madre, le cui basi vengono apprese proprio in questa fascia d’età (pur essendo poi ovviamente soggette ad approfondimenti in seguito).

Lo sforzo necessario a un adulto non è neanche lontanamente paragonabile all’agilità con cui un bambino interiorizza vocaboli, registri linguistici e strutture diverse. Quello che per gli adulti suona estraneo e diverso, per un bambino sarà naturale e fluido.

Ricordiamo anche che i bambini sono molto più agili degli adulti nel cosiddetto “code-switching”, cioè la capacità di passare da una lingua all’altra, a seconda della situazione, con facilità.
Siamo abituati a pensare che il cervello dei bambini sia più semplice e meno sviluppato di quello degli adulti – e per molti aspetti effettivamente lo è. In questo contesto, tuttavia, l’agilità con cui un bambino fa propri stimoli diversi (senza percepirli affatto come tali, “diversi” ed “estranei”) non è paragonabile a quella di un adulto.

Il processo che porta al bilinguismo infantile è, quindi, certamente impegnativo, ma sul medio-lungo periodo consente senza alcun dubbio di ottenere risultati di gran lunga maggiori rispetto a quelli dell’apprendimento durante l’adolescenza o in età adulta.

Investimento per il futuro

Proprio questa precoce esposizione a una lingua straniera rappresenta, per il bambino, un importante investimento per il futuro.

Essere in grado di interagire in più lingue gli darà la possibilità di:
– ampliare la propria rete sociale e culturale, entrando in contatto con maggiori stimoli e guadagnando una visione più complessa della realtà;
– essere in grado di vivere con flessibilità e naturalezza lo scambio, la differenza, e l’adattamento a situazioni e codici diversi;
– guadagnarsi maggiori possibilità in ambito lavorativo, in una società sempre più interconnessa e multiculturale.

Si tratta quindi di vantaggi innanzitutto pratici: la persona, una volta cresciuta, sarà più competitiva sul mercato del lavoro e avrà un elemento in più per colpire l’occhio dei recruiter.
Inoltre, a prescindere da quanto scritto sul CV, sarà in grado di adattarsi a più situazioni e a ritagliarsi possibilità variegate. Oltre che essenzialmente pratica, l’utilità è quindi cognitiva e pratica su uno spettro ben più ampio.

Come favorire il bilinguismo nei bambini

Lo abbiamo già detto: per crescere dei bambini bilingui (o quasi) non occorre che i genitori lo siano, o che vivano in un paese straniero.
Al giorno d’oggi esistono davvero moltissime possibilità per stimolare nei bambini l’apprendimento delle lingue.

Giochi in lingua

I bambini bilingui imparano fin da piccoli a gestire le diverse lingue in modo naturale; quindi, la cosa migliore per portarli a questo risultato è proprio… introdurre le lingue straniere in modo naturale!

Giochi, momenti di divertimento e occasioni di svago sono l’occasione migliore per far sì che il bambino inizi fin da subito a essere esposto alla lingua.
Non occorre, infatti, pensare fin da subito a corsi e scuole – almeno, non nell’accezione tradizionale dei termini: quella fatta di banchi e cattedre, lavagne e compiti a casa.
Anzi, per bambini piccoli sarebbe per ovvie ragioni controproducente, oltre che poco stimolante per loro.

In questa fase, non serve insistere subito sulle competenze attive (parlare e tantomeno scrivere), ma permettere al bambino di essere stimolato dalla lingua in modo passivo – cioè ascoltando ed essendo costantemente esposto a stimoli di questo tipo, anche e soprattutto in azioni quotidiane. Il resto verrà da sè con il tempo.

È anche bene ricordare che, all’interno della discussione pedagogica, ormai non si parli più tanto di “insegnamento”, quanto di “apprendimento”: l’insegnante è fondamentalmente un facilitatore per i bambini, che sono il vero fulcro dei loro stessi processi di apprendimento.

Per questo, per esempio, in Lingue dal Mondo organizziamo periodicamente laboratori in lingua inglese per bambini: pomeriggi di svago e divertimento con giochi, colori e attività insieme – il tutto rigorosamente in inglese.
Un ottimo modo per permettere ai bambini di iniziare a familiarizzare con una lingua diversa dall’italiano, senza quasi percepire lo stacco.

Passatempi e vita quotidiana

Anche nella vita di tutti i giorni, a casa propria, è ormai molto facile introdurre questo tipo di stimoli.
Per esempio, così come gli adulti possono beneficiare dal vedere un film in lingua originale, ormai anche i bambini possono usufruire di piattaforme a loro dedicate.

Si tratta di siti di streaming o di riproduzione di video studiate apposta per garantire una navigazione sicura (ovviamente supervisionata da un adulto) e proporre contenuti adatti all’età.
Basti pensare a YouTube Kids, oppure alla stessa Netflix Kids.

Chi da bambino non amava guardare i cartoni? E perchè allora non farlo in inglese o in spagnolo?

Insegnare le lingue ai bambini

Insomma, è innegabile: esporre i bambini a stimoli in altre lingue comporterà per loro grandi vantaggi. Lo stesso vale ovviamente anche per gli adulti, ma abbiamo visto come una precoce esposizione in questo senso sia particolarmente utile.

Se hai figli piccoli e vorresti iniziare a farli entrare in contatti con altre lingue, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo a trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Olga, teacher & SMM @ Lingue dal Mondo

Sedriano

Seguici sui social | Facebook Instagram LinkedIn

Ottenuta la nomination a Italian Preparation Centres Awards 2022

Preparare una certificazione? Roba da coach!

Preparare una certificazione Cambridge implica per il docente pianificazione delle lezioni, conoscenza delle strategie per affrontare ogni singola prova, selezione del giusto materiale didattico, la capacità di motivare lo studente nei momenti di sconforto, aiutare nella gestione del tempo e soprattutto aver ben chiaro l’obiettivo e saperlo raggiungere insieme allo studente… insomma, bisogna essere veri e propri coach!

Un premio prestigioso

Siamo orgogliosi che Cambridge University Press & Assessments abbia accettato la nostra nomination a questo prestigioso premio, riferito al precedente anno scolastico: 2020/21.

Nonostante il vincolo di fare lezione online a causa dell’emergenza sanitaria, molti studenti si sono rivolti a noi per la preparazione dei loro esami Cambridge: Key, Preliminary e First in particolare.

Storie di successo

Preparare una certificazione è una cosa seria. La conoscenza, la memoria, la logica vengono messe a dura prova a 360°: use of English, reading, writing, listening, speaking. E ovviamente la gestione del tempo, aspetto da non sottovalutare.

La maggioranza degli studenti che si iscrivono da noi per preparare una certificazione Cambridge ottengono un risultato più alto rispetto a quello che si aspettano.

CEFR

Il Common European Framework of Reference for Languages, o Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER), è la tabella alla quale far riferimento per valutare il livello di conoscenza di una lingua straniera. Non fa infatti riferimento solo alla lingua Inglese, ma a tutte le lingue appartenenti alla Comunità Europea, ed è un sistema utilizzato dal 2001.

Obiettivo è quello di stabilire in maniera obiettiva le capacità linguistiche di un parlante di madrelingua straniera, tenendo conto di parametri prestabiliti e comuni a tutte le lingue europee, al fine di determinarne il livello linguistico.

Descrive le abilità in una scala a sei livelli che va dall’A1 per i principianti al C2 di chi possiede un livello alto. Questo rende semplice la valutazione del livello di un esame o di una certificazione. Inoltre, istituzioni educative e datori di lavoro possono paragonare i risultati di una certificazione estera con quelli della loro nazione.

Esami Cambridge nel contesto QCER: per preparare una certificazione Cambridge è bene far riferimento al CEFR

Devi anche tu preparare una certificazione Cambridge, e non solo? Rivolgiti a noi per valutare insieme quella che fa per te.

Angela

Lingue dal Mondo, Bareggio

Seguici sui social | Facebook Instagram LinkedIn

Insegnante italiano o madrelingua: cosa è meglio?

Madrelingua: davvero l’opzione migliore?

Quando ci si accosta allo studio di una lingua straniera, spesso si fa l’errore di ritenere un madrelingua l’opzione più valida, senza o quasi considerare la possibilità di rivolgersi a un insegnante italiano.

Intendiamoci: gli insegnanti madrelingua sono utilissimi, per non dire fondamentali nell’apprendimento di una lingua straniera — specialmente per rispondere ad alcune precise esigenze, come ad esempio quella di preparare una certificazione per ottenere il livello C2 nella lingua di studio.

Docente italiano: un’ottima risorsa

Ci sono però anche elementi che rendono la situazione un po’ più variegata – per questo, gli insegnanti italiani non sono affatto da sottovalutare. Parliamo ovviamente in entrambi i casi di insegnanti altamente competenti, che abbiano alle spalle studi in materia e che abbiano fatto esperienza in questo specifico settore.

Questo perché insegnanti, in ogni caso, non ci si può improvvisare! … nemmeno se si ha la piena conoscenza della propria lingua madre.

Quali sono allora le ragioni per cui è importante prendere in considerazione un insegnante italiano? E quali sono le esigenze che è possibile risolvere grazie a questa soluzione?

Il banner mostra un'insegnante e la domanda 'Cerchi un nsegnante madrelingua'

Perché scegliere un docente italiano: maggiore immedesimazione

Un insegnante non-madrelingua è stato a suo tempo studente della lingua che insegna, e quindi riesce meglio di chiunque altro a mettersi nei panni di chi la sta apprendendo.

Insomma, capisce quali possono essere le difficoltà, le eventuali frustrazioni, ma anche i metodi migliori per lavorare con soddisfazione su una lingua straniera.

Questo risulta particolarmente utile soprattutto nelle fasi iniziali dell’apprendimento, per livelli di conoscenza elementari e intermedi. Le difficoltà da affrontare in queste fasi sono tante, e avere l’appoggio di una persona che le ha vissute e superate in prima persona è un aiuto davvero impagabile.

Qualche esempio

Prendiamo l’esempio di lingue come il tedesco e il russo, che presentano una flessione nominale – insomma, quello che comunemente viene chiamato “declinazione”, e che è assente nella lingua italiana. Imparare queste strutture non è per lo studente solo uno sforzo di memoria (memorizzare le desinenze per ogni caso), ma anche concettuale. Prevede infatti di imparare a pensare alla frase in un modo completamente diverso.

Lo stesso vale, sempre nel russo, per il sistema verbale basato sull’idea di aspetto più che di tempo, un concetto totalmente alieno per gli italofoni. O per la pazza grafia della lingua francese, o gli accenti dello spagnolo.

Per un madrelingua tutti questi elementi sono naturali, perché appresi e usati fin dalla nascita e non guadagnati a fatica nel tempo.

Immaginiamo l’opposto: tu saresti in grado di spiegare perché in italiano esistono due verbi ausiliari, essere e avere, e perché si dice “ho mangiato” ma “sono andato”? Qual è la differenza tra i due?

Se la risposta è “non saprei”, ecco un perfetto esempio di quanto stiamo dicendo: da madrelingua, diamo per scontate molte cose perché “ho sempre detto così”, ma non siamo in grado di spiegarle, o di immedesimarci nella difficoltà di chi le sta incontrando per la prima volta.

Perché scegliere un insegnante italiano: possibilità di confronto

Non solo un insegnante non-madrelingua è già passato dalla stessa esperienza, ma può anche usare questa sua esperienza per aiutare lo studente grazie a un punto di vista simile. Questo perché è possibile fare parallelismi tra quelle che sono le costruzioni linguistiche italiane e quelle della lingua target.

Spesso sentiamo dire che tradurre, quando si impara una lingua straniera, è sbagliato. E in parte è vero: se non ci si sforza di usare una lingua sempre, anche come mezzo dell’apprendimento stesso e non solo come fine, i progressi saranno più lenti.

Ecco perché in Lingue dal Mondo prediligiamo sempre lezioni svolte quanto più possibile nella lingua che si sta insegnando.

Questo non vuol dire però che fare riferimento alla propria lingua madre sia sbagliato, anzi! Noi esseri umani apprendiamo spesso per confronti più che per vie assolute, e quindi avere di tanto in tanto un riferimento all’italiano può essere di grande aiuto.

Citiamo come esempio la differenza, in inglese, tra il present perfect e il past simple, i due principali tempi passati.

Una differenza che, concettualmente, in italiano non esiste. Ed è proprio partendo dagli errori che comunemente fanno gli italiani che è possibile far passare meglio il concetto.

Insegnante madrelingua: e la pronuncia?

Questo è uno degli aspetti che più preoccupano chi si accosta allo studio di una lingua straniera: se non studio con un insegnante madrelingua, come farò ad avere una buona pronuncia?

Partiamo dal presupposto che anche un insegnante non madrelingua può avere un’ottima pronuncia, praticamente indistinguibile da quella di un parlante nativo.

In secondo luogo, per molte lingue è opportuno chiedersi: ma di quale pronuncia nativa stiamo parlando? Prendiamo l’esempio della lingua inglese e scegliamo come modello di riferimento per la pronuncia il classico BBC English (di gran lunga la variante più diffusa nell’insegnamento nelle scuole italiane). Se questo è il nostro modello per la pronuncia perfetta, allora potremmo dire che la stragrande maggioranza degli abitanti degli Stati Uniti, dell’Australia, della Nuova Zelanda e del Canada non ha una buona pronuncia. E lo stesso vale anche per gran parte dei sudditi di Sua Maestà, proprio nel nativo Regno Unito.

Questo perché l’ideale di una pronuncia perfetta è, appunto, un ideale – un riferimento standardizzato ma che raramente rappresenta la totalità dei parlanti.

Il recente trend degli enti linguistici

Inoltre sempre più, anche a livello di prestigiosi enti come British Council e Cambridge Assessment, si sta osservando un’evoluzione sulla concezione della pronuncia. Ormai si tende quasi a prediligere chi ha un’inflessione che rispecchia la propria origine, più che adattarsi a una pronuncia standardizzata e, se vogliamo, astratta.

Insomma, come abbiamo visto, la situazione è molto più complessa di quanto si pensi.

La scelta è anche molto personale, e chiaramente dipende da molti fattori.

L’importante è scegliere consapevolmente, facendosi aiutare da professionisti.

Olga, teacher & SMM @ Lingue dal Mondo

Sedriano

Seguici sui social | Facebook Instagram LinkedIn

Potrebbe interessarti anche > https://linguedalmondo.it/Blog/2022/03/01/i-fattori-chiave-per-imparare-una-lingua-da-autodidatta/

Perchè studiare il russo, e perchè farlo proprio ora

La lingua russa è stata negli scorsi anni una di quelle che in Italia hanno visto crescere più velocemente il numero di studenti e interessati.

Le motivazioni alla base di questo sono state sostanzialmente di due tipi. La prima, di carattere prettamente pratico: la Russia e diversi Paesi dell’ex URSS hanno rivestito un ruolo determinante per il panorama professionale ed economico italiano, anche dopo le sanzioni del 2014. Va da sè, quindi, che studiare il russo fosse la porta verso queste possibilità.

La seconda, invece, di carattere più personale: molte persone sono state attratte dal fascino di una lingua europea (o, meglio, indoeuropea) ma allo stesso tempo così “esotica”, così diversa dalle classiche lingue straniere studiate in Italia.

Per motivi a noi tutti noti, però, la popolarità della Russia e di tutto ciò che la riguarda è drasticamente calata nel corso delle ultime settimane. Di conseguenza, con motivazioni politiche più o meno fondate, anche diversi enti e istituzioni hanno scelto di dare meno spazio a questa lingua, associata indebitamente alla sola idea di regime dittatoriale e violento.

Perchè, invece, l’importanza della lingua russa non è venuta meno e, anzi, proprio ora è importante studiarla e conoscerla?

Studiare la lingua russa per conoscere la cultura russa

Una lingua è l’espressione della cultura e della storia di un popolo, creatasi nel corso dei secoli.

Associare una lingua a uno specifico regime politico e alla sua ideologia, quindi, non è solamente errato, ma anche irrispettoso nei confronti di tutto ciò che di altro in quella lingua è stato detto, scritto e pensato.

La cultura russa è ricchissima e affascinante, nonostante in Italia sia spesso conosciuta prevalentemente tramite stereotipi. Allo stesso modo della storia russa, così importante per comprendere anche ciò che accade oggi, raramente è noto tutto per ciò che è avvenuto prima del 1917.

E invece, hai mai provato a sentire il vento della steppa che sibila tra le parole di una canzone tradizionale russa, passando in una consonante dopo l’altra, in quelle L così dolci e dalla pronuncia così strana per noi?
O a immergerti in una pagina di Delitto e Castigo, alla scoperta delle pieghe più oscure dell’animo umano?
Ma anche a chiederti cosa volessero dire davvero quelle canzoni post-punk che negli ultimi due anni hanno tanto spopolato su TikTok e altri social?

Studiare il russo permettere di conoscere tutto questo nella sua interezza e nella sua complessità.

Studiare il russo per comprendere l’attualità

Le prime pagine degli ultimi tempi ci hanno ricordato ancora una volta quanto la realtà sia complessa, e quando informarsi presso le giuste fonti sia fondamentale per crearsi una propria opinione motivata e consapevole.

Conoscere la lingua russa permette di aprirsi possibilità di comprensione molto più ampie. Consente di conoscere non solo il pensiero di un popolo e la sua storia, ma anche quello che oggi dice, i pensieri che lo animano e le problematiche che lo tormentano.

Se “tradurre è un po’ tradire”, allora approcciare un Paese così complesso scoprendolo nella sua lingua predominante è senza dubbio un modo per andare alla radice delle cose, eliminare i passaggi di opinione intermedi (a volte, purtroppo, fuorvianti) e crearsi una coscienza e un pensiero propri.

Studiare la lingua russa per motivi professionali

Al netto della peculiare situazione di questo momento, il russo rimane una lingua fondamentale per molti settori lavorativi ed economici in Italia, grazie all’importanza strategica che la Russia riveste in questi ambiti.

Inoltre, il russo è di fatto ancora oggi la lingua franca di tutto lo spazio post-sovietico, parlata quindi in molti Paesi dell’est Europa, del Caucaso e dell’Asia Centrale. Conoscere la lingua russa e non fare affidamento solo sull’inglese è sicuramente il modo migliore per avere un’esperienza professionale più soddisfacente e proficua.

Non solo: la conoscenza del russo permette anche di comprendere più nel profondo i clienti e i partner con cui si andrà ad avere a che fare, entrando in sintonia con loro anche a livello umano.

Sapevi che la lingua russa ha due modi per dire “russo” – russkij e rossijskij? E sapevi che essi indicano concetti drasticamente diversi, che se confusi davanti a un cliente straniero possono compromettere l’esito dell’incontro?

Questi sono solo alcuni dei tanti motivi per cui, ora più che mai, è importante studiare il russo.

Sei curioso di scoprire gli altri? Contattaci o scopri i nostri corsi!

Olga, teacher & SMM @ Lingue dal Mondo

Sedriano

Seguici sui social | Facebook Instagram LinkedIn

Potrebbe interessarti anche > https://linguedalmondo.it/Blog/2022/03/01/i-fattori-chiave-per-imparare-una-lingua-da-autodidatta/

Film in lingua originale: una guida veloce

Un film è la vita a cui sono state tagliate le parti noiose

Spesso non facciamo in tempo a cominciare un corso che un iscritto mi chiede: “Ma guardare un film in lingua originale può essermi utile?”

L’apprendimento passivo è la base per costruire un approccio attivo alla lingua, quindi evviva le serie TV e i film in lingua originale, i sottotitoli, il tasto del telecomando che ti cambia la lingua, e mettiamoci pure le app per esercitare la grammatica.

La tecnologia c’è e va usata ma il tutto deve essere pianificato con un minimo di senso.

Fatti consigliare dal tuo insegnante

Sei sicuro di avere un livello tale da poter iniziare a vedere materiale in lingua originale in autonomia? Se sei poco più che principiante potrebbe solo abbatterti e farti credere di essere negato per le lingue, facendoti entrare in una spirale di frustrazione che intaccherà la tua autostima.

Scegli accuratamente la serie o il film da vedere

Soprattutto per il primo approccio, deve essere qualcosa di semplice. Se non avete mai avuto modo di sentire l’accento americano, prediligete film con attori british.  Evitate contenuti con gergo troppo specifico: non avventuratevi subito su Grey’s Anatomy, dove una delle parole più sentite è “laparotomia esplorativa”, per intenderci.

Iniziate con episodi o film che conoscete già

Questo vi consentirà di avere già un’idea di cosa si vada a trattare, perché possiate ricondurre quello che ascoltate a quello che già sapete. Vi farà meglio familiarizzare con questa attività.

Cominciate con piccole sessioni da 5-10 minuti

I video online su Ted TV possono essere un buon punto di partenza. Guardare Titanic, oltre a farvi versare lacrime, potrebbe farvi letteralmente fondere il cervello: ci vogliono molta concentrazione e allenamento per sostenere quasi tre ore di dialoghi in lingua.

Sottotitoli: sì, ma quali?

Da un punto di vista prettamente didattico posso assicurare che la miglior cosa è quella di impostare anche i sottotitoli nella lingua in cui vedrete il film: vi consente di avere un riscontro diretto di quello che ascoltate, di vedere la grafia delle parole che sentite, di acquisire nuovo vocabolario.

Non sopravvalutate l’attività

Non crediate che guardare un film in lingua originale vi porti a essere ottimi conversatori in poco tempo: il passo da conoscenza passiva a conoscenza attiva di una lingua è lungo e soprattutto non automatico: va esercitato per bene.

Angela

Lingue dal Mondo, Bareggio

Seguici sui social | Facebook Instagram LinkedIn

Può interessarti anche > https://linguedalmondo.it/Blog/2022/01/12/dalla-traduzione-di-parole-a-quella-di-blocchi-di-significato/

Imparare una lingua da autodidatta è possibile?

Sembra sempre impossibile, finché non viene fatto (Nelson Mandela)

Corsi, libri, video, app, soggiorni, tandem linguistici… L’apprendimento delle lingue straniere è adesso multiforme e sicuramente più accessibile rispetto al passato, ma quali sono i fattori-chiave per imparare una lingua da autodidatta?

Prima la cultura

Per arrivare a essere padroni di una lingua straniera è importante anzitutto entrare nel suo codice culturale. Per poter far questo leggi la storia del paese di cui vuoi imparare la lingua, studiane la geografia, informati sui suoi usi e costumi. Tutto ciò ti servirà a capire perché e come dovrai utilizzare determinate parole o regole grammaticali.

L’importanza di essere disciplinati

Quando la routine di studio non è cadenzata dalle lezioni e non hai un docente che ti segue, avere autodisciplina è essenziale per raggiungere un traguardo dopo l’altro. Sii inflessibile nel rispettare l’impegno di tempo che prendi con te stesso e prediligi frequenti sessioni limitate nel tempo a interminabili ore di studio di tanto di tanto.

Organizza al meglio il tuo studio anche in termini più prettamente pratici. Sii ordinato, in modo che tutto quello che fai sia ben categorizzato e facilmente reperibile all’occorrenza.

Il giusto materiale

Non ti limitare a un’app per lo studio dei vocaboli o a qualche sito per la grammatica, ma cerca soluzioni a tutto tondo che ti consentano di progredire nelle principali skill: lettura, ascolto, scrittura e parlato; parallelamente fai in modo di rafforzare il lessico, apprendere le basi grammaticali e imparare la pronuncia.

L’ideale sarebbe prendere come riferimento un buon libro di testo ‘didattico’ che ti presenti un po’ di tutto con difficoltà graduale e che potrai (… dovrai!) integrare con l’ottimo materiale che si trova online per le lingue straniere maggiormente studiate, in modo che la lingua target entri nel tuo programma di studio anche nei suoi aspetti più veri: la fruizione di un video, un podcast su un argomento a te caro, una ricetta, un tutorial, la radio, le news. Sono davvero tanti i modi per far entrare la tua lingua target nella vita di tutti i giorni, passo dopo passo per non bruciare le tappe e sentirti frustrato: calibra sempre il materiale al tuo effettivo livello di conoscenza della lingua.

Leggo, scrivo, ascolto… ma con chi parlo?

L’espressione orale ha un ruolo fondamentale nella comunicazione, ma spesso è un aspetto che viene un po’ tralasciato, e non solo da chi intraprende un percorso da autodidatta; un po’ perché è obiettivamente il tassello più sfidante, un po’ perché i risultati non si vedono subito e sono difficili da misurare.

In effetti, se mentre per lettura e ascolto è più semplice capire se effettivamente si abbia compreso quello che si è letto o ascoltato e per lo scritto esistono ormai app e siti in cui l’intelligenza artificiale ha raggiunto una sofisticazione tale da poter aiutare nella correzione di un testo, resta molto più complicato praticare il parlato.

Un consiglio che do sempre ai miei studenti è di trovare un giorno a settimana in cui parlare fra sé e sé in lingua, per allenare lessico, struttura delle frasi, pronuncia e fluidità di linguaggio. D’altra parte, questo non consente di ricevere un riscontro oggettivo né la correzione degli errori. La cosa migliore è quindi quella di trovare online un partner per uno scambio linguistico, o investire in alcune lezioni 1:1 con un professionista.

Self-assessment

Quando studi la lingua da un po’ ti verrà la curiosità di sapere se e quanto tu sia effettivamente migliorato. Esistono certificazioni linguistiche che attestano la conoscenza pratica, quindi potresti ricercare la più autorevole per la lingua che stai studiando e tentare un mock up test.

Un paio di accorgimenti: recupera un modello che contenga le soluzioni e correggi le parti di comprensione scritta/orale e grammatica; per l’espressione scritta/orale rivolgiti a un madrelingua o contatta una scuola di lingue e programma un paio di sessioni individuali. Ti sapranno anche dare qualche dritta su come proseguire il tuo percorso.

In questo articolo ti ho riassunto in pillole i i fattori-chiave per imparare una lingua da autodidatta, ma se ti occorrono maggiori informazioni, o anche solo un incoraggiamento per iniziare, ci farà piacere fare due chiacchiere con te.

Angela

Lingue dal Mondo, Bareggio

Seguici sui social | Facebook Instagram LinkedIn

Può interessarti anche > https://linguedalmondo.it/Blog/2022/03/25/guardare-un-film-in-lingua-originale/

Certificazione linguistica: mi serve davvero?

Il mio fare esami consiste nel farmi venire l’ansia per gli esami e non fare gli esami perché ho l’ansia.

Al di là delle classiche motivazioni per le quali è necessario conseguire una certificazione linguistica riconosciuta ci sono, a seconda dell’età, diverse ragioni per cui è utile cimentarsi nella preparazione di un esame di lingua.

Esami di lingua in tenera età: pro e contro

Cambridge permette l’accesso alle certificazione YLE dai 7 anni. Va da sé che a questa età non sussiste alcuna effettiva necessità per lo studente di dare un esame di lingua; può però essere un modo per motivare il bambino allo studio, alla coltivazione di un progetto, dando il senso del raggiungimento di un traguardo.

Il tutto non deve però essere percepito come una forzatura: il genitore deve essere in grado di portare il bambino alla graduale accettazione che l’esame è il coronamento di un percorso, e non un modo per etichettare le sue conoscenze.

Tweens e certificazioni: porsi un obiettivo

Settimana scorsa abbiamo appreso che uno studente avrebbe voluto iscriversi all’appello per il PET tre mesi prima del previsto; quando gli abbiamo detto che non ritenevamo che fosse pronto per passarla la risposta è stata ‘Devo! E’ il mio obiettivo per quest’anno’; abbiamo quindi convenuto di continuare con la preparazione, semplicemente tornando alla prima data che ci eravamo prefissati.

Questa storia ci mostra come in età adolescenziale l’ottenimento di una certificazione sia da considerare come un modo di esprimere chi siamo, andando a sottolineare come il motivo per cui non si riesca a uscire con gli amici tutti giorni nel periodo appena precedente non sia perché siamo ‘out’, al contrario: decisamente ‘in’. Si dimostra come sia valsa la pena di fare sacrifici per raggiungere un obiettivo.

Mettersi in gioco in età adulta

Una volta raggiunta la maggiore età cambiano anche le motivazioni per cui dare un esame: si passa dal trasferimento all’estero per motivi lavorativi o accademici alla candidatura per un’azienda di respiro internazionale fino ad arrivare alla possibilità di accedere ai concorsi pubblici o alla necessità di passare un esame di idoneità all’università.

Non è però finita qui: molti lo fanno per sfidare sé stessi, per trovare una nuova motivazione e slancio, per mettersi alla prova e dimostrare di potercela fare anche dopo anni di assenza dai banchi di scuola.

Detto questo, trova il tuo ‘perché’ sia utile cimentarsi nella preparazione di un esame di lingua, mettiti alla prova e raggiungi il traguardo!

Angela

Lingue dal Mondo, Bareggio

Seguici sui social | Facebook Instagram LinkedIn

Può interessarti anche > https://linguedalmondo.it/Blog/2022/01/19/un-professionista-della-comunicazione-in-lingua-a-gestire-il-recruiting/

Testare le conoscenze linguistiche di un candidato

Aggregati con persone positive, orientate agli obiettivi che ti incoraggino ed ispirino

Quando il processo di selezione si fa duro, può essere il professionista della comunicazione in lingua a gestire il recruiting.

Colloquio di lavoro: obiettivi

Monster, il noto sito per trovare lavoro, così definisce i tre obiettivi principali di un colloquio:

  • attestare il grado di aderenza alla posizione offerta;
  • verificare come il candidato reagisce sotto pressione;
  • valutare l’integrazione nel team o nell’azienda a cui è destinato.

Come impostare un colloquio di lavoro

L’importante società di recruiting Michael Page consiglia di fare riferimento alla job description, annotando le principali caratteristiche, conoscenze e comportamenti necessari per il ruolo. Il passo successivo è quello di stilare una lista di domande che spingano il candidato a spiegare come e quando hanno dimostrato di possedere e sfruttare questi attributi in passato.

Il candidato potrà poi rispondere seguendo il metodo STAR:

  • situation: descrive il contesto operativo;
  • task: definisce il ruolo del candidato e l’obiettivo, specifico e quantificato, per far emergere le proprie potenzialità ma al contempo anche i limiti;
  • action: illustra che cosa il candidato ha effettivamente fatto e perché, evidenziandone le capacità;
  • result: mostra l’esito dell’azione condotta, unitamente a un’analisi di ciò che si è imparato e di cosa avrebbe potuto essere fatto meglio.

Attestare le conoscenze linguistiche

.. Ma come la mettiamo quando parte del colloquio deve consistere nel valutare il candidato per quanto concerne il suo livello di conoscenza di una lingua straniera? A quel punto, le strade sono diverse:

Affidarsi a quanto indicato sul CV

Da una rilevazione di Openjobs condotta nel 2017 è emerso come il 58% dei candidati sopravvalutasse la propria conoscenza di una lingua. Affidarsi a quanto riportato sul CV non è quindi la soluzione migliore, e potrebbe anzi rivelarsi un rischio troppo alto per l’azienda.

Test scritto di conoscenza della lingua

Per una prima scrematura, come ‘sbarramento’ prima del colloquio, molte aziende si affidano a software basati sull’intelligenza artificiale. Questi hanno sicuramente alcuni importanti aspetti a favore:

  • un approccio standardizzato garantisce precisione nella valutazione;
  • è possibile un confronto misurabile e alla pari fra i candidati;
  • i test assicurano la mancanza di pregiudizio nel processo di selezione.

Possono quindi sicuramente essere un buon indicatore, ma presentano alcuni limiti:

  • il primo ricalca l’aspetto già citato della possibile poca trasparenza di alcuni candidati, che nella tranquillità di casa potrebbero essere tentati dal chiedere aiuto a qualche conoscente o sbirciare online;
  • altro punto riguarda la bassa attendibilità per appurare da un lato le doti comunicative del candidato nell’espressione orale, dall’altro la conoscenza della terminologia tecnica afferente al settore di specializzazione dell’azienda, quando questo risulti imprescindibile fin dai primi giorni dopo l’assunzione;
  • infine, alcuni potrebbero non iscriversi all’offerta a causa del tempo e dello sforzo richiesto ancor prima di metter piede in azienda per un primo colloquio conoscitivo.

Parte del colloquio in lingua

E’ l’approccio che richiede più tempo, ma che generalmente risulta essere più immediato, funzionale e affidabile.

A meno però che in azienda già vi siano figure con un’ottima conoscenza della lingua target e in grado di valutare il livello di un potenziale nuovo membro dello staff, si potrebbe dover valutare la presenza al colloquio di un esperto linguistico esterno.

Perché allora non decidere che sia un professionista della comunicazione in lingua a gestire il recruiting? Questo può essere un punto vincente soprattutto quando la conoscenza di una o più lingue straniere è un fattore cruciale per la posizione che il profilo ricoprirà in azienda.

La soluzione chiavi in mano

In questi casi il professionista potrebbe adottare una procedura simile:

  • briefing in cui definire con l’azienda le caratteristiche che il profilo deve avere in relazione alla posizione da ricoprire;
  • redazione dell’offerta di lavoro e relativa sponsorizzazione su canali online dedicati;
  • valutazione dei CV in arrivo e prima selezione, con la scelta dei candidati da visionare;
  • primo colloquio da svolgere online, parte del quale nella lingua target, in cui appurare il percorso del candidato, le esperienze più salienti e il livello della comunicazione linguistica;
  • presentazione della rosa di candidati all’azienda, con CV e un report attento e puntuale sui colloqui intercorsi.

Scopri come Lingue dal Mondo potrebbe aiutarti nella selezione del prossimo cavallo di razza da inserire nel tuo staff.

Angela

Lingue dal Mondo, Bareggio

Seguici sui social | Facebook Instagram LinkedIn

Può interessarti anche > https://linguedalmondo.it/Blog/2022/01/16/organizzare-un-corso-di-lingue-in-azienda/

« Articoli meno recenti

© 2022 Lingue dal mondo

Tema di Anders NorenSu ↑