Bilinguismo infantile: tutti i vantaggi dell’apprendimento precoce delle lingue

31 Agosto 2022 0 di Bareggio
Quante lingue può imparare un bambino? Tante quante avrai il tempo di insegnargli. (Jim Rohn)

Perché è importante parlare di bilinguismo infantile?

Nel mondo globalizzato, veloce e in rapido cambiamento di oggi, non occorre ricordare quanto l’apprendimento di una o più lingue sia importante. Essere in grado di interagire al di fuori della propria comunità con persone provenienti da contesti anche molto diversi è un’abilità che, specialmente le nuove generazioni, dovranno per forza possedere.

Imparare una lingua straniera da adulti, attraverso corsi e scuole, può non essere più necessariamente l’unica soluzione da valutare. L’apprendimento di una lingua fin da bambini, così da arrivare a padroneggiarla fin dalla tenera età, offre sicuramente una chiave in più.

Se in passato si pensava che il bilinguismo infantile fosse riservato ai figli di genitori di nazionalità diverse, oppure di genitori di lingua diversa da quella del Paese in cui la famiglia viveva, oggi non è più così. Non occorre che i genitori siano, a loro volta, bilingui: il bambino può efficacemente apprendere una lingua straniera grazie a stimoli esterni e altre opportunità.

Quali sono, nello specifico, tutti i vantaggi di questa soluzione? E in che modo è possibile far sì che un bambino apprenda una lingua straniera in modo naturale?

I vantaggi del bilinguismo infantile

I motivi per cui apprendere una lingua straniera fin dalla tenera età risulta positivo per il bambino sono facilmente intuibili, e li abbiamo brevemente tratteggiati già nelle righe precedenti.

In generale, possiamo dire che la capacità di comprendere ed esprimersi in una lingua diversa dalla propria rappresenta quella “marcia in più” che qualsiasi persona dovrebbe avere.
Acquisire questa capacità fin da piccoli, poi, comporta ulteriori vantaggi che vanno inevitabilmente a perdersi o ad attenuarsi in età adulta.

Agilità di apprendimento

La mente dei bambini è più ricettiva rispetto a quella degli adulti, ed è fatta per assorbire e trattenere la più grande quantità di informazioni linguistiche entro i 10/11 anni di vita, ma la qualità e quantità si concentrano nei primi tre anni.
Basti pensare a ciò che avviene per la propria lingua madre, le cui basi vengono apprese proprio in questa fascia d’età (pur essendo poi ovviamente soggette ad approfondimenti in seguito).

Lo sforzo necessario a un adulto non è neanche lontanamente paragonabile all’agilità con cui un bambino interiorizza vocaboli, registri linguistici e strutture diverse. Quello che per gli adulti suona estraneo e diverso, per un bambino sarà naturale e fluido.

Ricordiamo anche che i bambini sono molto più agili degli adulti nel cosiddetto “code-switching”, cioè la capacità di passare da una lingua all’altra, a seconda della situazione, con facilità.
Siamo abituati a pensare che il cervello dei bambini sia più semplice e meno sviluppato di quello degli adulti – e per molti aspetti effettivamente lo è. In questo contesto, tuttavia, l’agilità con cui un bambino fa propri stimoli diversi (senza percepirli affatto come tali, “diversi” ed “estranei”) non è paragonabile a quella di un adulto.

Il processo che porta al bilinguismo infantile è, quindi, certamente impegnativo, ma sul medio-lungo periodo consente senza alcun dubbio di ottenere risultati di gran lunga maggiori rispetto a quelli dell’apprendimento durante l’adolescenza o in età adulta.

Investimento per il futuro

Proprio questa precoce esposizione a una lingua straniera rappresenta, per il bambino, un importante investimento per il futuro.

Essere in grado di interagire in più lingue gli darà la possibilità di:
– ampliare la propria rete sociale e culturale, entrando in contatto con maggiori stimoli e guadagnando una visione più complessa della realtà;
– essere in grado di vivere con flessibilità e naturalezza lo scambio, la differenza, e l’adattamento a situazioni e codici diversi;
– guadagnarsi maggiori possibilità in ambito lavorativo, in una società sempre più interconnessa e multiculturale.

Si tratta quindi di vantaggi innanzitutto pratici: la persona, una volta cresciuta, sarà più competitiva sul mercato del lavoro e avrà un elemento in più per colpire l’occhio dei recruiter.
Inoltre, a prescindere da quanto scritto sul CV, sarà in grado di adattarsi a più situazioni e a ritagliarsi possibilità variegate. Oltre che essenzialmente pratica, l’utilità è quindi cognitiva e pratica su uno spettro ben più ampio.

Come favorire il bilinguismo nei bambini

Lo abbiamo già detto: per crescere dei bambini bilingui (o quasi) non occorre che i genitori lo siano, o che vivano in un paese straniero.
Al giorno d’oggi esistono davvero moltissime possibilità per stimolare nei bambini l’apprendimento delle lingue.

Giochi in lingua

I bambini bilingui imparano fin da piccoli a gestire le diverse lingue in modo naturale; quindi, la cosa migliore per portarli a questo risultato è proprio… introdurre le lingue straniere in modo naturale!

Giochi, momenti di divertimento e occasioni di svago sono l’occasione migliore per far sì che il bambino inizi fin da subito a essere esposto alla lingua.
Non occorre, infatti, pensare fin da subito a corsi e scuole – almeno, non nell’accezione tradizionale dei termini: quella fatta di banchi e cattedre, lavagne e compiti a casa.
Anzi, per bambini piccoli sarebbe per ovvie ragioni controproducente, oltre che poco stimolante per loro.

In questa fase, non serve insistere subito sulle competenze attive (parlare e tantomeno scrivere), ma permettere al bambino di essere stimolato dalla lingua in modo passivo – cioè ascoltando ed essendo costantemente esposto a stimoli di questo tipo, anche e soprattutto in azioni quotidiane. Il resto verrà da sè con il tempo.

È anche bene ricordare che, all’interno della discussione pedagogica, ormai non si parli più tanto di “insegnamento”, quanto di “apprendimento”: l’insegnante è fondamentalmente un facilitatore per i bambini, che sono il vero fulcro dei loro stessi processi di apprendimento.

Per questo, per esempio, in Lingue dal Mondo organizziamo periodicamente laboratori in lingua inglese per bambini: pomeriggi di svago e divertimento con giochi, colori e attività insieme – il tutto rigorosamente in inglese.
Un ottimo modo per permettere ai bambini di iniziare a familiarizzare con una lingua diversa dall’italiano, senza quasi percepire lo stacco.

Passatempi e vita quotidiana

Anche nella vita di tutti i giorni, a casa propria, è ormai molto facile introdurre questo tipo di stimoli.
Per esempio, così come gli adulti possono beneficiare dal vedere un film in lingua originale, ormai anche i bambini possono usufruire di piattaforme a loro dedicate.

Si tratta di siti di streaming o di riproduzione di video studiate apposta per garantire una navigazione sicura (ovviamente supervisionata da un adulto) e proporre contenuti adatti all’età.
Basti pensare a YouTube Kids, oppure alla stessa Netflix Kids.

Chi da bambino non amava guardare i cartoni? E perchè allora non farlo in inglese o in spagnolo?

Insegnare le lingue ai bambini

Insomma, è innegabile: esporre i bambini a stimoli in altre lingue comporterà per loro grandi vantaggi. Lo stesso vale ovviamente anche per gli adulti, ma abbiamo visto come una precoce esposizione in questo senso sia particolarmente utile.

Se hai figli piccoli e vorresti iniziare a farli entrare in contatti con altre lingue, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo a trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Olga, teacher & SMM @ Lingue dal Mondo

Sedriano

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