Accento e pronuncia: cosa sono davvero e come migliorarli

Accento e pronuncia: cosa sono davvero e come migliorarli

18 Gennaio 2024 0 di Bareggio

Accento e pronuncia: da sempre un cruccio per i nostri studenti quando si tratta di fare pratica con il parlato in una lingua straniera.

Questo articolo vuole fornire alcuni consigli per approcciare questa parte dell’apprendimento linguistico nel miglior modo possibile – innanzitutto partendo dalla consapevolezza che accento e pronuncia sono due cose diverse e che avere un accento “strano” non è mai tanto sbagliato…

Vediamo allora cosa si intende esattamente con queste due parole, e capiamo le possibili ricadute sullo studio delle lingue straniere.

Cosa si intende per pronuncia

La pronuncia in una lingua straniera è un elemento cruciale nell’acquisizione di competenze linguistiche complete. Riguarda la corretta produzione dei suoni per articolare parole e frasi.

Una pronuncia accurata non solo facilita la comprensione da parte degli interlocutori nativi, ma conferisce anche una maggiore autenticità e confidenza al parlante straniero.

Nell’ambito dell’apprendimento della lingua inglese, ad esempio, si possono verificare confusione e fraintendimenti a causa di parole che suonano simili ma hanno significati completamente diversi.

Pensiamo alle parole per “orso” (“bear”, pronunciato /ˈbɛər/) e “birra” (“beer”, pronunciato /ˈbɪər/). Si tratta di parole che si scrivono diversamente e si pronunciano anche diversamente, ma con due pronunce che sono tra loro piuttosto simili.

Capita che alcuni studenti si confondano, e finiscano per dire che al pub sabato sera si sono bevuti “un orso” con gli amici, o che al proprio nipotino hanno regalato “una birra” di peluche (“teddy beer”, invece di “teddy bear”).

Possiamo anche pensare alle parole “sheet” (lenzuolo) e “shit” (espressione volgare), in cui la differenza di pronuncia si fa ancora più sottile e incappare in incomprensione è ancora più facile.

Una pronuncia sbagliata, quindi, non è un problema da poco, in quanto compromette il senso del messaggio che stiamo cercando di trasmettere. Insomma, rischiamo davvero che chi ci ascolta non capisca!

Questi esempi evidenziano quanto sia fondamentale affinare la pronuncia per evitare malintesi e comunicare in modo chiaro ed efficace in contesti linguistici diversi. L’attenzione alla precisione fonetica è quindi un investimento essenziale se si desidera padroneggiare una lingua straniera in modo completo ed eloquente.

Cosa si intende per accento

L’accento in una lingua straniera si riferisce invece al modo in cui le frasi sono articolate (quindi non solo la pronuncia delle singole parole, ma anche intonazione, ritmo ed enfasi di interi gruppi di parole) in una particolare regione o gruppo linguistico.

Prendiamo l’esempio dell’italiano: è facile immaginare che un parlante madrelingua di Treviso e uno di Cosenza avranno accenti molto diversi, pur parlando correttamente in entrambi i casi.

Le due persone, cioè, sono in grado di articolare tutte le parole in modo corretto dal punto di vista della pronuncia (non si creano fraintendimenti), ma a un orecchio esterno le due parlate suoneranno comunque diverse.

L’accento, quindi, non riguarda una questione di “giusto” o “sbagliato” come la pronuncia: l’accento è ciò che ci portiamo dietro dal luogo, dall’ambiente e dai contesti in cui abbiamo imparato a parlare. La conseguenza quindi è ovvia: di accenti ce ne sono tanti e sono tutti diversi, e nessuno è migliore di un altro.

Accenti nella lingua inglese

Spesso i nostri studenti ci chiedono come migliorare il proprio “accento in inglese”, e noi non possiamo che rispondere sempre: “Quale accento dell’inglese? Ce ne sono tanti!”

Ad esempio, l’accento britannico presenta varietà come l’accento dell’Inghilterra meridionale, noto per la sua chiarezza e distinzione, e l’accento del nord dell’Inghilterra, che può presentare vocali più chiuse e suoni più “scuri”. Per non parlare poi del tipico accento scozzese!

D’altra parte, anche l’inglese americano ha molte varietà regionali, come l’accento del Midwest, caratterizzato dalla neutralità e dalla mancanza di forti caratteristiche regionali, o l’accento del Sud degli Stati Uniti, con la sua pronuncia distintiva delle vocali.

In Australia l’inglese è noto per la sua rilassatezza e la tendenza a rendere le vocali più aperte, mentre in Nuova Zelanda l’accento può variare tra le diverse regioni, con un’intonazione unica e un ritmo distinto.

Non esiste quindi in inglese un “accento standard” migliore degli altri.

Quello che molti hanno in mente quando parlano di “accento britannico” (e che viene visto come un ideale da raggiungere) è quello che viene definito anche “BBC English” – per intenderci, quello che ancora si sente nella maggior parte dei libri di testo usati nelle scuole italiane.

Stupirà forse sapere che nello stesso Regno Unito le persone madrelingua che parlano con questo accento sono una netta minoranza: la maggior parte delle persone parla con un accento legato al proprio luogo di provenienza (esattamente come in Italia).

Accento “sbagliato”?

Ripetiamo quindi quanto già accennato: a differenza della pronuncia (che, se errata, rischia di compromettere la comunicazione), l’accento non può essere definito corretto o sbagliato.

L’accento non riflette infatti la competenza linguistica e non dovrebbe essere motivo di giudizio.

In realtà, la diversità di accenti aggiunge ricchezza e sfumature alla lingua, creando una varietà di esperienze linguistiche che contribuiscono alla comprensione globale e all’arricchimento culturale.

Chi apprende una lingua straniera dovrebbe essere consapevole di queste varietà di accenti per comunicare in modo efficace in diverse situazioni linguistiche e apprezzare la diversità linguistica presente per la lingua che sta studiando.

Come migliorare accento e pronuncia

A questo punto, dobbiamo allora distinguere le due diverse situazioni che possono presentarsi allo studente.

Per migliorare la pronuncia durante lo studio di una lingua straniera è essenziale dedicare tempo e sforzi specifici a questo aspetto. In primo luogo, l’ascolto attivo è cruciale: esporsi quindi a materiale autentico, come programmi televisivi, podcast o registrazioni, per abituare l’orecchio alla corretta articolazione dei suoni.

La ripetizione regolare di frasi e parole è altrettanto importante per sviluppare la muscolatura orale e migliorare la precisione fonetica.

Inoltre, lavorare con un insegnante o partecipare a lezioni specifiche di conversazione fornisce feedback in tempo reale e offre opportunità di praticare in un contesto interattivo. La consapevolezza delle regole fonetiche specifiche della lingua in studio e la pratica costante sono fondamentali per affinare la pronuncia nel lungo termine.

L’accento, invece, non deve essere di per sè “migliorato” – o almeno, non necessariamente.

Parlare in inglese con un accento italiano non è di per sè un problema: dopotutto, si è della Lombardia, e non dell’Iowa! Non c’è nulla di cui vergognarsi se la propria parlata lascia trasparire la propria origine.

Se poi c’è un accento specifico che piace particolarmente allo studente (per esempio: voler parlare inglese con accento texano, oppure “come un personaggio di Peaky Blinders”), allo stesso modo non c’è nulla di male nel darsi questo obiettivo e voler raggiungere questo “ideale”.

Sempre, però, con la consapevolezza che si tratta di una scelta personale, e non di passo obbligato per rendere il proprio discorso comprensibile e corretto, come invece è la pronuncia.

Accento e pronuncia nelle certificazioni di lingua inglese

Questo scostamento tra pronuncia e accento si riflette anche nel peso che i due hanno nelle certificazioni linguistiche ufficiali di lingua inglese.

Esattamente così come si tratta di aspetti distinti nello studio dell’inglese in generale, anche nella valutazione della parte di Speaking di tutte le principali certificazioni accento e pronuncia rispondono a logiche diverse e devono rispondere a “standard” molto diversi.

Possiamo immaginare che, mentre l’accento viene trattato dagli esaminatori con maggiore tolleranza, sulla pronuncia invece c’è poco da scherzare…

Ma questo sarà il tema che approfondiremo nel prossimo articolo!