Accento e pronuncia nelle certificazioni di lingua inglese

Accento e pronuncia nelle certificazioni di lingua inglese

5 Marzo 2024 0 di Bareggio

Nel nostro ultimo articolo abbiamo sfatato alcuni falsi miti su accento e pronuncia: abbiamo visto in cosa si differenziano e come vadano affrontati nel momento in cui ci si accosta allo studio della lingua inglese.

Mentre la pronuncia è legata alla corretta creazione di suoni per far sì che il nostro parlato sia comprensibile senza fraintendimenti, l’accento è il lascito del nostro background e delle nostre esperienze, e pertanto non può essere di per sè giusto o sbagliato.

Se queste considerazioni teoriche possono essere applicate a tutte le lingue, vediamo come interessano in modo particolare la lingua inglese e, in modo ancora più specifico, le certificazioni di conoscenza della lingua.

Cosa dice il British Council: l’inglese come lingua franca

Il British Council osserva che la lingua inglese è ormai un fenomeno globale: l’inglese ha acquisito un ruolo predominante come lingua franca, cioè utilizzata come mezzo di comunicazione tra persone la cui lingua madre è un’altra.

Detto più semplicemente: nel mondo globalizzato di oggi, una persona italiana che studia inglese se ne servirà non tanto per comunicare con persone madrelingua, ma molto più probabilmente con persone che a loro volta l’hanno studiato in seguito. Tanti nostri studenti, per esempio, studiano inglese per poter essere in grado di comunicare con clienti tedeschi o svedesi, o per utilizzarlo in viaggi in Asia.

Questo perché, ormai, l’inglese serve più che altro per comunicare e comprendere il mondo – e non solamente i paesi di lingua inglese.

Di conseguenza, anche imparare la pronuncia dovrebbe seguire una logica aggiornata. Contrariamente alla tradizionale enfasi sulla perfezione nell’imitare i parlanti nativi, l’obiettivo dovrebbe essere la comunicazione efficace in un contesto internazionale.

Il British Council sottolinea infatti che l’inglese non è più un’esclusiva prerogativa dei madrelingua, ma un veicolo di comunicazione tra individui provenienti da diverse parti del mondo.

L’apprendimento della pronuncia dovrebbe quindi essere orientato verso la comprensione reciproca, piuttosto che perseguire l’imitazione perfetta di un accento specifico. Questo approccio si allinea con la visione di Jennifer Jenkins (autrice del libro La Fonologia dell’Inglese come Lingua Internazionale), che suggerisce che l’obiettivo degli studenti dovrebbe essere la capacità di comunicare con persone di varie origini, non necessariamente con madrelingua inglesi. Ad esempio, un parlante di inglese come seconda lingua potrebbe concentrarsi su aspetti della pronuncia che facilitano la comprensione a livello globale, piuttosto che sforzarsi di emulare un accento britannico o americano che non gli appartiene.

Il British Council incoraggia dunque una prospettiva aperta e inclusiva sull’inglese come lingua franca, promuovendo l’idea che la diversità linguistica è un valore positivo. L’obiettivo è creare un ambiente in cui le persone possano comunicare liberamente, superando eventuali barriere linguistiche.

Cosa dice la Cambridge University: alcuni miti da sfatare

Anche l’università di Cambridge, promotrice di alcuni tra i più famosi esami di certificazione di lingua inglese, si preoccupa di sfatare alcuni miti su accento e pronuncia.

Ripercorriamone alcuni insieme:

  • “Sarebbe bello non avere un accento”. Impossibile: non esiste il non avere “nessun accento”. Ognuno ha un accento che deriva dalle proprie origini e dal proprio percorso di vita.
  • “Il mio accento inglese è sbagliato. Devo migliorarlo”. Nessun accento è automaticamente sbagliato. Naturalmente, se sei un attore e hai bisogno di parlare con un particolare accento, il tuo accento naturale potrebbe essere “inadatto”. Ma a parte questi casi, tutti gli accenti sono corretti – a condizione che possano essere compresi. Vale a dire, l’unico accento “sbagliato” è un accento che non risulta intelligibile per chi ascolta. In questo senso, tutti gli oratori e tutti gli accenti possono essere “sbagliati” in certe situazioni.
  • “Se avessi un accento da madrelingua inglese, le persone mi capirebbero molto meglio”. Questa è una idea sbagliata molto comune – tuttavia, dove l’inglese funge da lingua globale o lingua franca gli accenti dei madrelingua inglese non sono necessariamente in vantaggio.

Anche la Cambridge University, quindi, segnala che alcuni dei preconcetti comuni su accento e pronuncia sono in realtà errati.

Una di queste convinzioni errate è l’idea tradizionalmente radicata che il modello dovrebbe riflettere l’accento di un parlante nativo di inglese (tipicamente Inghilterra o Stati Uniti; molto raramente il modello “nativo” preso come riferimento sono paesi come l’India o la Nigeria).

Questa supposizione, tuttavia, trascura il fatto già citato che l’inglese è ormai una lingua globale, spesso utilizzata come lingua franca in contesti internazionali, dove la presenza di parlanti nativi è limitata.

La Cambridge University sottolinea l’importanza di riconoscere che l’inglese non appartiene a un ristretto gruppo di locutori con specifici accenti regionali. Al contrario, è una lingua condivisa da tutti coloro che la utilizzano in modo intelligibile.

Pertanto, è essenziale che le persone provenienti da diverse regioni del mondo acquisiscano la fiducia nel rivendicare l’inglese come propria lingua, indipendentemente dall’origine geografica.

Questa prospettiva inclusiva si estende a diverse aree geografiche, fra cui la Scozia e il Canada, che hanno affermato il loro diritto di possedere l’inglese in maniera autonoma.

Come allenare pronuncia e accento per le certificazioni di lingua inglese

Quando si tratta di prepararsi per una certificazione di lingua inglese è quindi fondamentale comprendere la prospettiva aperta e inclusiva della pronuncia e dell’accento dell’inglese che viene adesso promossa anche dalle istituzioni più tradizionali.

Contrariamente a preconcetti obsoleti che insistono sul modello di pronuncia di un parlante nativo di inglese come ideale, è la stessa Cambridge University a sottolineare che l’inglese è ora una lingua globale, abbracciando una vasta gamma di accenti e pronunce.

Durante il processo di preparazione per queste certificazioni, è importante che gli studenti non si sentano vincolati a un modello di pronuncia specifico, come quello ritenuto “standard” in Inghilterra o negli Stati Uniti.

Al contrario, dovrebbero concentrarsi sulla chiarezza e sulla comprensibilità nella comunicazione, riconoscendo che ogni accento è valido se consente una comunicazione efficace. Gli esaminatori delle certificazioni di lingua inglese valutano la capacità di comprendere e comunicare in modo efficace, piuttosto che la conformità a uno specifico accento nativo.

Chiaramente, il tutto deve essere coerente: se si sceglie di adottare una pronuncia affine all’accento britannico, per esempio, anche la grafia delle parole dovrà essere dello stesso tipo.

Un approccio che, come scuola, siamo soliti adottare durante la preparazione per queste certificazioni è quello di esporre gli aspiranti a una varietà di accenti e stili di pronuncia. Ciò può essere ottenuto attraverso l’ascolto attivo di diverse fonti audio, come notiziari, podcast e conversazioni autentiche.

La pratica di ascolto attivo è cruciale per sviluppare la comprensione uditiva e per abituarsi a una varietà di modi in cui l’inglese è parlato globalmente – una skill che sarà molto utile anche una volta superato l’esame.

Questo approccio inclusivo infatti non solo contribuirà al successo nelle certificazioni, ma anche a una migliore comunicazione in contesti reali e globali.